Autoritratto e testamento di un tombarolo “gentile”

Anno 1989. La casa editrice Stampa Alternativa, fondata a Roma da Marcello Baraghini nel 1970, sforna una nuova collana: gli opuscoli Millelire. Libri agili, tascabili, senza fronzoli, che arrivano al punto delle questioni, al nocciolo anche e soprattutto di quelle “scomode” e divisive. I Millelire sono un invito alla lettura che supera le venti milioni di copie, roba che ha «rivoluzionato il mercato editoriale» (nota 1). Nello stesso anno Raf, al secolo Raffaele Riefoli, canta a Sanremo Cosa resterà degli anni ’80 piazzandosi quindicesimo davanti a Dori Ghezzi, Enzo Jannacci, e ad altri, prima persino di Eduardo De Crescenzo. Se li osserviamo a trent’anni di distanza, forse anche con un pizzico di nostalgia, sono entrambi un successo senza tempo che continua a parlarci e a descriverci.

E cosa resterà dell’emergenza Covid19 nell’immaginario collettivo? È una domanda che troverà risposte solo con lo scorrere del tempo, nella stratificazione delle emozioni, nella distanza dalla paura, dal dolore e dai lutti. In questo tempo sospeso la casa editrice Stampa Alternativa ha reso disponibile gratuitamente l’intera collana: libri che «hanno fatto la storia del Novecento, non solo editoriale, anche culturale ed esistenziale. Destinati all’oblio per volontà suicida del regime distributivo» a cui Marcello Baraghini ha restituito «una nuova e ugualmente straordinaria vita, e per sempre».

Seppellitemi con lo Spillone. Autobiografia di un tombarolo gentile è uno di questi. Dedicato a Giacomo Bogognoni, il libriccino è stato stampato nel 2003: neanche troppo in là, ma a sufficienza per essere introvabile. «Questo breviario del “perfetto” tombarolo riscrive le parole dell’archeologia moderna nella cantilena e nei gesti di un dialetto antico e solenne» verga l’editor. E attorno alle gesta e alle memorie di Pietro Bozzini ruotano le pagine. Classe 1923, contadino della Maremma laziale di Ischia di Castro, fermatosi alla prima elementare come molti suoi coetanei, inizia a “scavare” tra il ’36 e il ’37. Della prima tomba, piena di corinzie animalate, scassa tutto: non ne capisce ma “ha la passione”. È un tombarlo “a tempo perso”, non lo fa di professione perché il lavoro ce l’ha, eppure rimedia un altro stipendio “alla luce del sole”: «ce se vedeva, a quel periodo lì non erano calcolate ‘ste cose» e non c’era il bisogno di nascondersi nelle tenebre per saccheggiare siti e distruggere contesti. Si faceva e basta.

Poi venne il 1939 e il primo giugno anche la Legge n. 1089 (nota 2), che regolamentò lo scavo selvaggio e pose la tutela sui rinvenimenti nel sottosuolo. Ma “la strage degli innocenti” non cessò, anzi. Squadre da cento, centocinquanta persone, per un hobby che nel secondo dopoguerra si fece commercio.

Nei primi anni ’60 Bozzini scava sotto contratto per la Soprintendenza e finisce due volte sotto processo. Di ottobre 1967 è il rinvenimento della tomba della Biga di Castro a cui partecipa, dall’ultima trincea, anche “il nostro”. «Io avevo veduto qualch’altra biga, ma cose rituali, no’ ‘n carro in quel modo, vero e proprio. E poi fra la terra se distingueva poco. Allora ‘l professore me diceva – Pietro, che succede? Che robba è? […] All’anima d’un paralitico! Qué è ‘n carro, ‘n biga da combattimento, je dissi. Era consumata, c’era ‘na lamina che ricopriva ‘l legno e è uscito fòri ‘sto carro, ‘n carro da parata. A me, veramente, me sembrava ‘n carro da combattimento, lì per lì. C’ ‘emo messo ‘n paio de giorni a scarnilla fino a sopra la pedana. Doppo ne la strada de la tomba ‘emo trovato i cavalli.»

Eppure «a me tante volte me ce vène pure da pingne’, quanno vengono profanate ‘ste cose (le tombe, ndr).» Un tombarolo emotivo che sul campo si guadagna la “cattedra in etruscologia popolare” e si autoproclama mentore di studiosi e funzionari della Soprintendenza perché «ce vò la forza. Lo ‘stinto de natura, la forza ce vò pe’ trovà ‘n tomba.»


Pietro Bozzini, Seppellitemi con lo Spillone. Autobiografia di un tombarolo gentile raccolta da Antonello Ricci, foto di David de Carolis, Millelire, Stampa Alternativa, Roma 2003.


Note

1 Beniamino Biondi, C’erano una volta i libri a Millelire: adesso la collana è scaricabile gratis dal web, Balarm.it, 24 marzo 2020.

2 Entrata il vigore il 23 agosto 1939, abrogata dal D.L. n. 200 del 22 dicembre 2008 e convertito con modificazioni dalla Legge n. 9 del 18 febbraio 2009.


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