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I Carabinieri TPC restituiscono al Parco Archeologico di Solunto anfore fittili poste in vendita sul web

(Tempo di lettura: 3 minuti)

Lo scorso martedì nel Museo Archeologico di Solunto, alla presenza del dottor Alberto Samonà, Assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, i Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Palermo hanno restituito al Direttore del Parco Archeologico di Himera, Solunto e Monte Jato, Arch. Stefano Zangra, quattro anfore fittili e un reperto cilindrico, databili tra II secolo a.C. e l’XI secolo d.C.

Anfora biansata, con concrezioni marine, h 83 cm circa.
Anfora frammentata nel collo, con doppio foro centrale, con concrezioni marine, h 112 cm circa
Anfora biansata, con evidenti concrezioni marine, h 44 cm circa
Anfora biansata, collo frammentato e cava alla base, con concrezioni marine, h 60 cm circa
Elemento cilindrico fittile, con concrezioni marine, h 56 cm circa

Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese e rientrano nell’ambito della costante attività di contrasto all’illecita detenzione di beni archeologici, sviluppata mediante il continuo monitoraggio degli annunci sul web.

I militari del Nucleo TPC, con il supporto dei colleghi dell’Arma territoriale, sono riusciti a risalire all’autore dell’inserzione, denunciato per ricettazione, nella cui abitazione sono stati rinvenuti i manufatti, già dichiarati autentici dai funzionari della Soprintendenza Regionale per i BB.CC.AA. di Palermo.

L’attività compiuta dimostra, ancora una volta, come il web costituisca uno dei principali canali di comunicazione e commercializzazione illegali dei beni culturali, poiché consente di raggiungere agevolmente un elevato numero di utenti, spesso inesperti e incuranti della normativa di settore, che punisce le illecite ricerche, l’impossessamento e la vendita di manufatti archeologici.

“La restituzione dei reperti archeologici alla Regione è un importante segnale dell’attività di costante vigilanza e tutela che il Nucleo di Tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri svolge nei confronti dei nostri beni. È un atto – sottolinea l’Assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà – che manifesta concretamente quella tensione morale e quell’attenzione con cui va protetto il nostro patrimonio culturale; beni che appartengono a tutti noi in quanto esprimono la nostra storia e il nostro passato, permettendoci di ricostruire il grande mosaico della millenaria storia della nostra Isola. Chiunque faccia un uso improprio dei reperti storico-archeologici deve sapere che compie un reato contro ciascuno di noi e che facilmente potrà incorrere nella rete di controlli attivati dalle forze dell’ordine”.

Sul sito www.carabinieri.it, nelle pagine dedicate al Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, sono pubblicati i consigli su come comportarsi in caso di rinvenimento fortuito di beni archeologici.

[Fonte: Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Palermo].

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