Dall’abbazia friulana al Texas, il viaggio delle tre tele rubate
Ventitré anni di indagini riportano in Italia tre dipinti dispersi nel mercato internazionale dell’arte

Un sito di antiquariato nei Paesi Bassi, una casa d’aste ad Arnhem, il mercato statunitense e infine il Texas: è il percorso seguito da tre tele trafugate nel 2002 dall’Abbazia di Santa Maria in Silvis, a Sesto al Reghena, tornate in Italia dopo una lunga indagine internazionale coordinata dalla Procura di Pordenone e dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. La restituzione ufficiale delle opere si è svolta oggi, proprio nel complesso abbaziale friulano dal quale erano state sottratte oltre vent’anni fa.
Le opere recuperate comprendono Assunzione della Vergine, dipinta nel 1851 dall’artista friulano Giuseppe Pappini, e due pale d’altare del XVIII secolo attribuite a Biagio Cestari. I dipinti appartenevano al patrimonio storico e devozionale dell’abbazia e risultavano censiti nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti del Comando TPC. Secondo la ricostruzione investigativa, le opere avevano lasciato l’Italia attraverso un traffico illecito che collegava Italia, Olanda e Stati Uniti. Le due tele attribuite a Cestari furono individuate nel 2017 dai Carabinieri del Nucleo TPC di Cagliari sul sito web di un antiquario olandese specializzato in arte sacra. Le successive attività investigative, sostenute dalla cooperazione di Europol ed Eurojust, hanno consentito di ricostruire una rete composta da cittadini italiani e olandesi coinvolti nella commercializzazione delle opere trafugate.

I dipinti erano stati venduti nel 2015 attraverso una casa d’aste di Arnhem, nei Paesi Bassi. La tela di Giuseppe Pappini, successivamente immessa nel mercato statunitense, era giunta fino al Texas, dove le autorità americane l’hanno individuata e sequestrata nell’ambito della cooperazione culturale tra Italia e Stati Uniti. Il rimpatrio dell’opera è avvenuto tramite una spedizione diplomatica coordinata dal Consolato Generale d’Italia a New York. Il procedimento giudiziario ha richiesto anni di attività investigativa e un articolato confronto sul piano giuridico. Sebbene l’autenticità e la provenienza italiana delle opere fossero già state riconosciute nei Paesi Bassi da una storica dell’arte del Ministero della Cultura, la normativa olandese aveva inizialmente rallentato la restituzione, in ragione della posizione dell’antiquario considerato acquirente in buona fede. La svolta è arrivata con il trasferimento del procedimento penale in Olanda: secondo gli inquirenti, i mercanti coinvolti non avevano effettuato adeguate verifiche sulla provenienza delle opere. Nel 2025 il tribunale olandese ha quindi disposto la restituzione dei dipinti alla Diocesi di Concordia-Pordenone.
Resta ancora aperta la ricerca del quarto dipinto attribuito a Biagio Cestari, anch’esso sottratto durante il furto del 2002 e successivamente venduto a Chicago a un acquirente tuttora ignoto.

Giornalista


