Restituiti all’Arcidiocesi di Torino due reliquiari del Tesoro del Duomo di Chieri rubati nel 1973
Il 16 maggio 2026, alle ore 12:00, nel corso dei solenni festeggiamenti in onore dei Santi Giuliano e Basilissa, officiati nella Chiesa di Santa Maria della Scala a Chieri (TO), il Nucleo Carabinieri TutelaPatrimonio Culturale di Torino ha restituito al Duomo di Chieri due antichi reliquiari in argento sbalzato, facenti parte del cinquecentenario tesoro del Duomo, trafugato in un clamoroso furto avvenuto il 12luglio del 1973.


Le due antiche sculture, raffiguranti “San Giuliano Martire” e “Madonna con Bambino”, realizzatirispettivamente nel 1460 e nel 1492, sono parte dei 34 oggetti che costituiscono il tesoro, compostoda opere fiamminghe di altissimo livello artistico epregiati manufatti commissionati ad orafi locali del XV secolo. Le indagini dei Carabinieri TPC che, per il furto risalente ad oltre 50 anni fa non sono mai cessate, sono state coordinate dallaProcura della Repubblica di Torino e intraprese a seguito dell’invio di una mail indirizzata alla Arcidiocesi di Torino nella quale veniva chiesto di corrispondere una somma di denaro per ottenere la restituzione dei due antichi manufatti in argento. Questa mail, proveniente da un account svizzero, è stata prontamente analizzata non solo per addivenire all’identificazione del mittente, ma anche per valutarne l’effettiva serietà del messaggio.
I militari specializzati dell’Arma, attraverso accurate indagini telematiche, sono quindi riusciti aindividuare gli emissari dell’anomala richiesta, identificati anche grazie alla collaborazione della Polizia elvetica. I due soggetti sono risultati essere una coppia di coniugi residenti in Svizzera i quali, grazie a una rogatoria internazionale e alla collaborazione emersa tra l’Autorità giudiziaria piemontese e quella del Cantone Vallese, sono stati oggetto di una perquisizione da parte della Polizia svizzera che ha rinvenuto e sequestrato i due preziosi reliquiari. La verifica sulla identità dei due reliquiari confrontati con quelli sottratti nel 1973 ha chiuso il cerchio sulle indagini, grazie anche allepotenzialità di ricerca tramite la “Banca Dati dei Beni culturali illecitamente sottratti”, il database in uso esclusivo al Comando TPC. Le opere recuperate sono state rimpatriate lo scorso mese di febbraio. È stato accertato, inoltre, che i beni, verosimilmente poco dopo il furto, erano stati trasferiti all’estero e successivamente rivenduti, confermando così l’avvenuta esportazione illecita e la conseguente ricettazione.


Il recupero dei due beni culturali, a distanza di oltre 50 anni dal furto, costituisce certamente un evento di eccezionale importanza, tenuto conto che subito dopo il trafugamento, i Carabinieri TPC avevano ritrovato parte del pregiato tesoro nei successivi anni ’74, ’75 e ’81. L’intervento immediato dei militari del Nucleo TPC di Torino, che non hanno trascurato l’anonima richiesta giunta via mail, e la stretta collaborazione tra le magistrature intervenute, ha impedito che i beni potessero essere dispersi e reimmessi in commercio, con molta probabilità all’interno del mercato nero dell’arte e del collezionismo religioso, permettendo così di ricollocarli all’interno del loro contesto originario.
Alla cerimonia di restituzione, avvenuta presso lo stesso Duomo chierese, hanno preso parte il Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica di Torino, il Sindaco della Città di Chieri, il Vescovo Ausiliare di Torino e il Responsabile dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici del Piemonte e della Valle D’Aosta. L’evento testimonia l’efficiente sinergia tra Enti di diversi Paesi, garantita dalla ratifica dei trattati internazionali, che può assicurare, anche a distanza di molto tempo, il ritrovamento di beni artistici, restituendoli alla devozione dei fedeli quale espressione del culto popolare.

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