Da Civitavecchia a New Orleans e ritorno, restituita l’epigrafe di età romana dispersa durante la Seconda Guerra Mondiale

Un’iscrizione del II secolo, sottratta durante la guerra e riemersa in Louisiana, rientra fra i beni consegnati il 29 aprile presso la Caserma “La Marmora”

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Foto: Ryan Gray, Preservation Resource Center di New Orleans

Tra i materiali archeologici restituiti all’Italia il 29 aprile scorso presso la Caserma “La Marmora” di Roma figura un’epigrafe di età romana in marmo, databile al II secolo d.C., proveniente dal territorio di Civitavecchia e per decenni considerata dispersa. Il reperto, relativo a Sesto Congenio Vero, marinaio e soldato romano, era riemerso nel 2025 in modo del tutto fortuito nel giardino di una residenza privata di New Orleans, in Louisiana, durante lavori di pulizia del terreno.

La lastra, con iscrizione latina ancora leggibile, ha attirato l’attenzione dei proprietari dell’abitazione per la superficie lavorata e per l’evidente natura antica del manufatto. L’identificazione, sostenuta da specialisti di studi classici, ha consentito di collegare il pezzo al bene un tempo custodito presso il Museo Civico di Civitavecchia, istituzione gravemente colpita dalle distruzioni della Seconda Guerra Mondiale e successivamente privata di una parte rilevante delle proprie collezioni.

La ricostruzione della provenienza recente conduce a un militare statunitense che prestò servizio in Italia durante il conflitto. Secondo quanto emerso, egli trasferì il reperto negli Stati Uniti e lo conservò nella sua abitazione di New Orleans fino alla morte, avvenuta nel 1986. Determinante la collaborazione della nipote, Erin Scott O’Brien, che ha favorito l’intervento delle autorità, fornendo peraltro informazioni preziosissime sulla storia della propria famiglia.

L’intera operazione è stata coordinata dall’FBI attraverso il proprio ufficio di Roma, in raccordo con le autorità italiane, nel quadro dell’accordo bilaterale, il più antico siglato dagli Stati Uniti con una nazione europea. Secondo le informazioni disponibili, il reperto dovrebbe essere destinato al Museo Archeologico di Civitavecchia.

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