Recuperata “La Chata” di Joaquín Sorolla y Bastida

Riemersa a Madrid durante la mostra della Casa de Alba, l’opera è stata identificata come bene della Sociedad Española de los Amigos del Arte e destinata al patrimonio dello Stato spagnolo

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Abstract: During the exhibition Moda della Casa de Alba hosted at the Ducal Residence in Madrid, the painting La Chata by Joaquín Sorolla y Bastida was rediscovered 50 years after its disappearance. Experts identified the original owner as the Sociedad Española de los Amigos del Arte, which was dissolved in 1980. According to its Constitution, in the event of dissolution, its cultural assets would be transferred to the Spanish national heritage. After being informed, Duke Carlos expressed his intention to return the painting to the State. The portrait had remained inside the Palacio de Liria, apparently unnoticed, since 1973.

Il Palacio de Liria, residenza madrilena dei duchi di Alba e  sede della Fondazione Casa de Alba, custodisce una delle più importanti collezioni d’arte private in tutta Europa con dipinti di grandi maestri come Goya, Velázquez, Murillo, Zurbarán, El Greco, Ribera, Rubens e Tiziano, Palma Vecchio, Jan Brueghel il Vecchio, Madrazo e Winterhalter. Per celebrare la passione per la moda della madre, la duchessa Cayetana Fitz-James Stuart, tra ottobre 2023 e marzo 2024 l’attuale duca di Alba, Carlos, ha ospitato la mostra Moda della Casa de Alba all’interno delle sale espositive del proprio palazzo. 

In tale occasione, il dipinto del pittore valenciano Joaquín Sorolla y Bastida (1863-1923) La Chata, del quale si erano perse le tracce dagli anni ’70, ha attirato l’attenzione degli agenti della Brigada de Patrimonio Histórico della Polizia nazionale spagnola. 

Le approfondite attività di documentazione e ricerca condotte all’interno degli archivi e delle biblioteche spagnole hanno permesso di individuare l’originario proprietario del dipinto nella Sociedad Española de los Amigos del Arte (Società spagnola degli Amici dell’Arte), ente privo di lucro impegnato nella promozione della cultura iberica e cessato ufficialmente di esistere all’inizio degli anni ’80. La Sociedad ha sempre vantato membri di spicco – tra cui, Luis Martínez de Irujo y Artázcoz, padre dell’attuale duca di Alba – e, con gli anni, ha dato vita a una collezione di dipinti e libri pregiati ricevuti in donazione da pittori e scrittori di rilievo. Come spesso accade in simili circostanze, al momento dello scioglimento, parte del patrimonio artistico-letterario è inevitabilmente andato perduto. Tuttavia, nello Statuto della Sociedad era stato ingegnosamente previsto che al fine di garantire l’integrità della collezione e di prevenirne la dispersione, in caso di scioglimento, essa confluisse nel patrimonio culturale dello Stato spagnolo.

Dopo essere stato informato dei risultati delle indagini, Carlos ha confermato che Casa de Alba era rimasta in possesso de La Chata dal 1973 e, riconoscendo la proprietà non privata del bene – conformemente alle previsioni dello Statuto della Sociedad – ha espresso la volontà di restituire il dipinto allo Stato spagnolo. L’opera, realizzata e datata 1908, rappresenta il ritratto di Isabel de Borbón y Borbón, la principessa primogenita della regina Isabella II e di Francisco de Asís de Borbón, a cui  è oggi dedicata Calle de la Princesa (Via della Principessa) a Madrid.

Altri due dipinti a olio dell’artista José Moreno Carbonero (1860-1942) sono stati individuati dagli agenti in occasione della mostra di Casa de Alba: i ritratti di Alfonso XIII ed Eduardo Dato. Anch’essi, appartenenti un tempo alla collezione della Sociedad, sono stati consegnati al patrimonio culturale spagnolo.

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