Pompei, completata la mappatura digitale per il monitoraggio del sito archeologico
Oltre 70.000 schede e una piattaforma integrata definiscono un sistema operativo per la manutenzione programmata e la gestione del rischio conservativo

Presso il Ministero della Cultura è stato presentato il nuovo sistema di monitoraggio e manutenzione programmata del sito archeologico di Pompei, esito di un articolato lavoro di indagine e rilevamento condotto negli ultimi mesi. L’iniziativa segna il completamento di una schedatura sistematica dell’intera città antica, con l’obiettivo di disporre, per la prima volta, di una conoscenza capillare e aggiornata dello stato di conservazione del sito. Il progetto ha coinvolto squadre multidisciplinari composte da archeologi, architetti, ingegneri e restauratori, impegnate in un’attività sul campo durata oltre otto mesi. Il risultato è rappresentato da oltre 70.000 schede relative a più di 13.000 ambienti, distribuiti in circa 1.200 unità tra abitazioni e botteghe, nelle quali sono stati individuati e classificati i diversi livelli di rischio e degrado delle strutture archeologiche.
Il sistema si basa su una piattaforma digitale sviluppata appositamente per il Parco archeologico, che consente il monitoraggio continuo di tutte le componenti edilizie e decorative, dai pavimenti agli apparati pittorici, fino agli elementi architettonici e agli arredi. L’applicazione permette la registrazione sistematica dei dati raccolti e il loro aggiornamento attraverso segnalazioni corredate da documentazione fotografica, così da garantire un controllo costante delle condizioni conservative.
La necessità di un simile strumento deriva da criticità storiche legate alla gestione del sito, dove l’assenza di una conoscenza puntuale e aggiornata ha contribuito in passato a fenomeni di degrado e perdita, documentati già tra XVIII e XIX secolo e resi evidenti anche da episodi più recenti. In questo quadro, il nuovo sistema consente di affrontare in modo strutturato due esigenze operative: la rilevazione precisa delle condizioni di ogni singolo ambiente e la possibilità di intervenire tempestivamente in presenza di situazioni di rischio. L’infrastruttura informatica, sviluppata in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Salerno e con la società Visivalab, integra strumenti di analisi avanzata e sistemi digitali che permettono di elaborare e interrogare i dati su scala complessiva. Il Parco archeologico dispone così di una mappatura completa e dinamica dell’intero sito, utile per la programmazione degli interventi di manutenzione e restauro e per una gestione più efficiente della fruizione pubblica.

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