Diciassette beni culturali restituiti all’Italia dalla Procura di Manhattan

Cerimonia a New York lo scorso 23 marzo con il Ministro della Cultura; rientrano in Italia materiali provenienti da traffici illeciti e spoliazioni

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Al termine di una cerimonia svoltasi presso la Procura distrettuale di Manhattan, a New York, alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, diciassette beni culturali sono stati restituiti all’Italia. Il nucleo dei beni comprende nove reperti archeologici, tra cui due kýlikes, rilievi funerari in marmo, oreficerie etrusche e coppe in argento di area pompeiana. A questi si aggiungono sei volumi antichi a stampa in caratteri cinesi della collezione Japonica-Sinica dell’Archivio Romano della Compagnia di Gesù, una lettera riconducibile alla corte estense indirizzata a Lodovico Ariosto e un volume del 1622 proveniente dal Collegio Rabbinico Italiano, sottratto nel 1943 durante le spoliazioni naziste.

I beni risultano provenire da scavi clandestini, esportazioni illecite e furti avvenuti in Italia in diversi contesti e successivamente intercettati nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura di Manhattan, con il coinvolgimento del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. La prassi ormai consolidata di rientri dagli Stati Uniti all’Italia si sviluppa attraverso attività investigative congiunte, accertamenti sulle provenienze e azioni giudiziarie.

Alla cerimonia hanno preso parte, oltre al Ministro, il responsabile dell’Antiquities Trafficking Unit della Procura di Manhattan, Matthew Bogdanos, rappresentanti diplomatici italiani e il Comandante dei Carabinieri TPC, gen. di brigata Antonio Petti.

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