Bassi fondali: un workshop all’Università di Udine

Il 20 marzo 2026 un evento su ricerca, tecnologie e governance delle acque costiere e di transizione

(Tempo di lettura: 2 minuti)

L’Università degli Studi di Udine ospita, presso l’Aula Pasolini di Palazzo di Toppo Wassermann in via Gemona 92, il workshop Conoscenza e futuro dei bassi fondali, iniziativa dedicata allo studio, al monitoraggio e alla gestione degli ambienti costieri e lagunari. L’appuntamento riunisce istituzioni, enti di ricerca e operatori del settore in una giornata di lavori articolata in più sessioni. La sessione di apertura prevede i saluti istituzionali del Magnifico Rettore Angelo Montanari, dell’assessore regionale Alessia Rosolen, del sindaco di Udine Alberto Felice De Toni e della soprintendente Paola Ventura. L’introduzione ai lavori è affidata a Luciano Violante, presidente dell’Associazione Futuri Probabili, e a Roberta Pinotti, presidente della Fondazione Polo Nazionale della Subacquea.

Il programma scientifico si sviluppa in due sessioni dedicate ai progetti di ricerca. La prima parte affronta il tema delle tecnologie per il monitoraggio degli ecosistemi delle acque costiere e di transizione, con contributi dell’Università di Udine sulle piattaforme autonome aeree e subacquee applicate alle attività archeologiche, dell’Università di Firenze sulla robotica per la valutazione e il monitoraggio in basso fondale e dell’Università di Bari sul ruolo dei bassi fondali come archivi geologici degli impatti ambientali e antropici. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche e il Center for Cultural Heritage Technology dell’Istituto Italiano di Tecnologia presentano applicazioni di mappatura, telerilevamento e intelligenza artificiale per l’individuazione di strutture sommerse.
Nel pomeriggio la seconda sessione approfondisce le metodologie di rilievo e monitoraggio in ambienti costieri dinamici, con interventi dedicati alla definizione della zona di marea, alla mappatura della laguna di Grado e agli strumenti per l’acquisizione continua di parametri oceanografici e chimico-fisici. Le relazioni coinvolgono Università di Trieste, Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale e ARPA Friuli Venezia Giulia. La giornata si conclude con una sessione dedicata alla governance, alle applicazioni operative e agli scenari futuri, con la partecipazione di rappresentanti del Polo Nazionale della dimensione subacquea, della Regione Friuli Venezia Giulia, della Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo e di realtà industriali attive nei settori della tecnologia subacquea e della cantieristica.

Il coordinamento scientifico del workshop è affidato a Massimo Capulli e Gian Luca Foresti dell’Università di Udine. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività di ricerca dedicate alla conoscenza dei bassi fondali, con particolare attenzione all’integrazione tra dati ambientali, tecnologie digitali e applicazioni nei contesti costieri e lagunari.

Ultimi articoli publicati

error: Copiare è un reato!