Operazione contro il traffico illecito di monete antiche: sette indagati tra Sassari e Bologna
Indagine dei Carabinieri TPC coordinata dalla Procura di Sassari: recuperate circa quattromila monete di epoca punica, romana e bizantina, e disposto il sequestro di conti correnti per 250 mila euro

Un traffico internazionale di monete antiche di interesse archeologico, provenienti in gran parte da scavi clandestini effettuati in Sardegna e successivamente immesse sul mercato antiquario europeo, è stato individuato dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cagliari nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Sassari. L’inchiesta ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di sette persone, accusate a vario titolo di ricettazione ed esportazione illecita di beni archeologici.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe gestito per anni la commercializzazione di monete di epoca punica, romana e bizantina, alcune delle quali in oro, trafugate attraverso attività di scavo clandestino condotte in diversi siti dell’isola. I reperti venivano quindi immessi sul mercato attraverso aste specializzate e circuiti antiquari attivi in vari Paesi europei.
Nel corso delle indagini i militari hanno recuperato circa quattromila monete antiche, rintracciate non solo in Italia ma anche all’estero, in particolare in Spagna e in Austria. Gli investigatori ritengono tuttavia che il numero complessivo dei reperti sottratti al contesto archeologico possa essere più elevato e che una parte significativa non sia stata ancora individuata.
Tra i sette indagati figurano sei cittadini sardi e un residente a Bologna. Tra i primi vi sarebbe anche un ex numismatico di Sassari che, secondo gli inquirenti, avrebbe svolto il ruolo di garante dell’autenticità dei pezzi nelle vendite all’asta, contribuendo alla loro immissione nel mercato antiquario internazionale.
Su richiesta della Procura, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sassari ha disposto il sequestro preventivo dei conti correnti riconducibili agli indagati per un valore complessivo di circa 250 mila euro, somma ritenuta corrispondente al profitto illecito derivante dalla commercializzazione delle monete. L’operazione ha interessato in particolare le città di Sassari e Bologna.

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