San Lorenzo in Lucina, il volto di Meloni cancellato e l’intervento del MiC

Dal comunicato del MiC alla risonanza internazionale: il caso dell’affresco romano riporta al centro il tema delle regole di tutela e del restauro nei luoghi di culto

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Il Ministero della Cultura è intervenuto ufficialmente sulla vicenda del volto della Premier raffigurato nella Basilica di San Lorenzo in Lucina, ricollocandola entro il perimetro delle procedure di tutela del patrimonio culturale. Nel comunicato diffuso oggi, il MiC chiarisce che la Soprintendenza competente ha preso atto della cancellazione del volto della decorazione pittorica nella Cappella del Crocifisso e ha richiesto la presentazione di un progetto di ripristino e restauro conservativo, corredato da documentazione tecnica e bozzetti, da sottoporre a valutazione e autorizzazione. Il Ministero ribadisce inoltre che qualsiasi intervento successivo deve essere preventivamente autorizzato dalla Soprintendenza, dal Fondo Edifici di Culto e dal Vicariato di Roma, secondo quanto previsto dalla normativa di tutela.

Con questo intervento, l’amministrazione statale definisce il quadro di riferimento della vicenda come questione di gestione di un bene culturale vincolato, fondata sul rispetto delle competenze, delle autorizzazioni e del metodo scientifico che governa ogni operazione sul patrimonio storico-artistico. La presa di posizione istituzionale arriva dopo una vicenda che, nel giro di pochi giorni, ha assunto una risonanza ben più ampia del contesto locale. Come ricostruito da Adnkronos, l’attenzione mediatica si è concentrata su un cherubino il cui volto, emerso a seguito di un intervento di restauro, è stato ritenuto da molti osservatori somigliante a quello della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. La diffusione delle immagini ha attirato nella basilica curiosi e visitatori, trasformando la cappella laterale dell’edificio in un caso nazionale e inducendo le autorità ecclesiastiche a intervenire con la cancellazione del volto contestato.

Il fatto che la vicenda di San Lorenzo in Lucina abbia trovato spazio anche sulla stampa internazionale, come il The Guardian, deve indurre alla riflessione. La diffusione della notizia oltre i confini nazionali, infatti, evidenzia come episodi di questo tipo richiedano un’analisi attenta e puntuale, utile a evitare letture riduttive che tendono a minimizzare la portata del problema.

Secondo quanto riportato ancora da Adnkronos, il Vicariato di Roma ha richiesto che l’immagine venga ripristinata in modo conforme all’iconografia originaria, attraverso un progetto condiviso con gli enti di tutela. È in questo passaggio che si colloca l’intervento del Ministero della Cultura, volto a ricondurre la gestione del caso entro un quadro procedurale chiaro, sottraendolo alla dimensione polemica e riaffermando il principio della competenza istituzionale in materia di beni culturali.

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