Ferrara. Il TPC restituisce elemento architettonico a Castello Estense

Nella sala dell’Imbarcadero 2 del Castello Estense di Ferrara, il Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bologna ha consegnato al Presidente della Provincia di Ferrara un pregiato architrave in marmo degli inizi del Cinquecento, riportante la scritta in latino “ALFONSVS·DVX·III”, in origine collocato nei camerini segreti d’alabastro del Castello Estense di Ferrara. La cerimonia si è svolta alla presenza di Autorità civili, religiose e militari della provincia di Ferrara.

Il pezzo proviene dall’appartamento di Alfonso I d’Este, figlio di Eleonora e di Ercole, che al momento della sua investitura, nel 1505, realizzò un suo appartamento ducale, arredandolo di diversi elementi architettonici con impresso il suo nome. Il recupero dell’antico elemento architettonico è avvenuto grazie all’attività investigativa dei militari del Nucleo TPC di Bologna, coadiuvati dai militari della Compagnia Carabinieri di Ferrara, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ferrara, che ha avuto origine a seguito di una segnalazione da parte di un privato cittadino. I Carabinieri TPC, venuti a conoscenza della presenza di un architrave posto nel giardino di una abitazione privata di Ferrara, utilizzato come panchina, hanno eseguito i primi accertamenti sul bene architettonico risultato, sin da subito, affine agli esemplari presenti nel Castello Estense di Ferrara, sia per lo stile che per il carattere dell’iscrizione frontale in latino.


Architrave presente nel Castello Architrave rintracciato
Successivamente alla segnalazione e ai primi accertamenti svolti dai militari del Nucleo TPC di Bologna, con l’ausilio di funzionari e ispettori onorari del Ministero della Cultura e l’Unita organizzativa della gestione del patrimonio della Provincia di Ferrara, veniva appurato che l’elemento marmoreo sequestrato era del tutto compatibile per il materiale, le modanature e la qualità di fattura con le strutture utilizzate da Alfonso I d’Este per la realizzazione del suo appartamento ducale, tra il 1505 e il 1520. Le successive attività di ricerca storico-documentale hanno permesso di accertare che il Castello, divenuto la residenza degli Estensi, subì una serie di modifiche che lo trasformarono in una sfarzosa dimora di corte, ricca di collezioni importanti per valore e consistenza. Successivamente, nel 1598, a seguito dell’assegnazione del Ducato allo Stato della Chiesa, gli Estensi lasciarono Ferrara e da quel momento ebbe inizio la dispersione del loro patrimonio culturale.
Nel prosieguo delle indagini, è emerso che l’architrave era presente nel giardino da oltre sessant’anni e custodito in buona fede da un cittadino ignaro della sua originaria collocazione nonché del suo valore storico-culturale. A conclusione delle indagini, il prezioso architrave è stato oggi restituito alla Provincia di Ferrara che lo custodirà presso il Castello Estense, di sua proprietà. Grazie all’azione coordinata tra i Carabinieri TPC e le altre Istituzioni competenti in materia di controllo, vigilanza e tutela dei beni culturali, è stato possibile restituire l’importante elemento architettonico al patrimonio della Provincia di Ferrara, rendendolo nuovamente fruibile dall’intera collettività, dalla città di Ferrara e dal suo territorio, riconosciuti dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Tale risultato consolida ulteriormente l’impegno condiviso nella protezione dell’identità storica e culturale e nella trasmissione di valori etici alle future generazioni.
[Fonte: Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bologna].

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