Annunciato il recupero di 36 oggetti trafugati dall’Egitto negli Stati Uniti



Attraverso i suoi canali istituzionali, il Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano ha annunciato il recupero di 36 oggetti trafficati fuori dal proprio Paese negli Stati Uniti e che sono stati consegnati ad una commissione archeologica del Consiglio Supremo delle Antichità per depositarli al Museo Egizio di Piazza Tahrir al Cairo col fine di restaurarli ed esporli al secondo piano del Museo.
Il recupero è stato possibile grazie alla collaborazione tra il Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano, rappresentato dal Consiglio Supremo delle Antichità, il Ministero dell’Immigrazione e degli Affari degli Espatriati Egiziani, il Dipartimento per la Cooperazione Internazionale della Procura Egiziana e le autorità americane competenti, in particolare l’Ufficio del Procuratore degli Stati Uniti per lo Stato di New York.
I reperti recuperati, secondo quanto affermato dal professor Shaaban Abdel Gawad, Direttore Generale dell’Amministrazione Generale delle Antichità Recuperate e Supervisore dell’Amministrazione Centrale dei Porti Archeologici presso il Consiglio Supremo delle Antichità, appartenevano a tre gruppi principali, così distinti:
il primo gruppo era costituito da 11 reperti che sono stati consegnati dall’Ufficio del Procuratore Generale dello Stato di New York, tra cui una maschera di mummia di un giovane, un vaso raffigurante il dio Bes e una stele funeraria in calcare di epoca romana; il secondo gruppo è stato donato dal Metropolitan Museum of Art al Consolato Egiziano di New York in segno di buona volontà e comprende 24 manoscritti in copto e aramaico; il terzo gruppo è stato confiscato dall’Ufficio del Procuratore Generale dello Stato di New York dopo che è stato dimostrato che è stato esportato illegalmente fuori dall’Egitto ed era un pannello in gesso dipinto della XVIII dinastia.

Laurea triennale in Scienze dei Beni Culturali e magistrale in Archeologia e Storia Antica. È specializzato in Egittologia, con una grande passione per i crimini d’arte.

