La Madonna di Ampellone. Storia di un dipinto trafugato
Tra i volumi più recenti della collana Quaderni del Master dell’Università Roma Tre, pubblicata da Edizioni Efesto con il coordinamento scientifico di Giuliana Calcani e in collaborazione con il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, figura il volume curato da Francesco Palermo sulla ricostruzione di una vicenda locale. Il libro, intitolato La Madonna di Ampellone. Storia di un dipinto trafugato, prende avvio da un episodio di cronaca, cioè il furto avvenuto nel 1980, di un dipinto mariano conservato nella chiesa di Santa Maria a Pugliano a Ercolano. Un’immagine rimasta viva nella devozione popolare, sebbene da decenni sottratta alla vista dei fedeli, e che l’Autore restituisce alla conoscenza pubblica attraverso un’indagine documentaria e iconografica di ampio respiro.
La pubblicazione si inserisce nel solco dei progetti di ricerca legati ai Master TPC di Roma Tre, dedicati alla formazione di esperti nella valutazione e tutela dei beni culturali, e nasce con l’intento preciso di mostrare come la tutela non si esaurisca nell’azione repressiva o nel recupero fisico dei beni, ma passi anche attraverso la ricostruzione della loro storia, della loro funzione devozionale e del contesto in cui sono nati. Palermo, partendo da una fotografia scattata poco prima del furto, da fonti d’archivio e da testimonianze orali, ridisegna il percorso dell’immagine della cosiddetta Madonna di Ampellone, da sempre ritenuta un’icona bizantina su tavola lignea e datata all’XI secolo. L’Autore, incrociando fonti e confronti stilistici, giunge invece alla conclusione che il dipinto sia una tela incollata su tavola, realizzata tra la seconda metà del Seicento e i primi decenni del Settecento, verosimilmente come copia aggiornata di un prototipo più antico.
Il soggetto rappresentato, una Nicopeia (la “Costruttrice di Vittorie”) riprende un tema di origine bizantina ma in un linguaggio pittorico ormai pienamente barocco. La comparazione con una tela del pittore Domenico Gigli, datata 1728 e collocata dietro l’altare maggiore della stessa chiesa, consente di riconoscere differenze compositive che suggeriscono una modificazione successiva dell’icona trafugata, forse un taglio della parte inferiore. La Madonna di Ampellone appare così come un’immagine di confine, sospesa tra memoria e reinvenzione, la traduzione moderna di un modello che la comunità ha continuato a venerare, anche dopo la sua scomparsa materiale.
La seconda parte del volume affronta il furto e le conseguenti iniziative di tutela. L’indagine condotta dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, allora diretto dal Capitano Massimiliano Croce, ha permesso di riaprire il caso e di inserire l’opera nella Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti, grazie alla nuova denuncia del parroco. Il lavoro di Palermo mostra così come l’attività scientifica e quella investigativa possano integrarsi: la ricerca archivistica e la conoscenza storico-artistica diventano fondamentali per aggiornare i database, ricostruire provenienze e rendere più efficace l’azione di contrasto ai traffici illeciti.
Il volume, introdotto da una prefazione di Maria Rosaria Marchionibus, già docente di storia dell’arte medievale e bizantina, si distingue per la chiarezza del metodo e per la densità delle fonti. Alla narrazione storica si intrecciano cartografie, incisioni, testimonianze e descrizioni delle Sante Visite, in una lettura che non si limita al caso specifico ma restituisce un quadro complessivo dell’evoluzione topografica e religiosa dell’area vesuviana. Dalla fondazione della chiesa di Pugliano all’origine del toponimo, dalle eruzioni che mutarono il paesaggio alle trasformazioni urbanistiche di Resina, l’Autore segue le tracce di una continuità culturale che si è mantenuta viva nella devozione popolare e nella memoria dei luoghi.
Ne emerge un racconto di patrimonio e identità, in cui la perdita di un’opera d’arte diventa punto di partenza per una riflessione più ampia sul significato di tutela. Oltre al fatto di cronaca, la Madonna di Ampellone rappresenta un frammento di storia collettiva, che continua a interpellare la comunità. In questo senso, il lavoro di Palermo restituisce al pubblico la consapevolezza che la tutela del patrimonio culturale coincide, spesso, con la tutela della memoria stessa.
SCHEDA LIBRO
Autore: Francesco Palermo
Titolo: La Madonna di Ampellone. Storia di un dipinto trafugato
Editore: Edizioni Efesto, collana Quaderni del Master, Università degli Studi Roma Tre
Anno edizione: 2025
Pagine: 160 circa
Prezzo: € 18,00


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