29 reperti archeologici tornano ad Atene dopo le indagini del Manhattan D.A.

Cerimonia al Consolato di Grecia a New York per la restituzione di ventinove oggetti dal Neolitico al periodo ellenistico, individuati in parte nelle collezioni del Metropolitan Museum e ricondotti alle reti di traffico ricostruite dagli investigatori statunitensi in collaborazione con il Ministero della Cultura greco

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Lo scorso ottobre, al Consolato Generale di Grecia a New York, sono stati restituiti ventinove reperti archeologici alla Repubblica Ellenica. I manufatti coprono un arco cronologico dal Neolitico finale al periodo ellenistico e includono sculture, oggetti in bronzo e ceramiche provenienti da diverse regioni della Grecia. Diciotto di essi erano confluiti nel tempo nelle collezioni del Metropolitan Museum of Art, dopo passaggi sul mercato privi di documentazione lecita.

Il recupero è il risultato di un’attività congiunta condotta dall’unità specializzata dell’ufficio del procuratore di Manhattan, in collaborazione con la Homeland Security Investigations e con il supporto tecnico-documentale delle autorità greche competenti. Le indagini hanno riguardato reti di saccheggio e traffico internazionale attive per decenni, comprese quelle riconducibili ai trafficanti già condannati Robin Symes ed Eugene Alexander. Il valore complessivo dei ventinove oggetti è stimato in circa tre milioni di dollari.

Tra i materiali più significativi figurano un piede in bronzo a forma di sfinge, databile intorno al 600 a.C., e un’applique bronzea con Gorgone del VI secolo a.C. Il piede bronzeo era passato attraverso più intermediari, fino alla donazione al Metropolitan Museum nel 2000; l’applique risultava legata alle attività del trafficante Robert Hecht e della galleria Fortuna Fine Arts, con una provenienza costruita per mascherarne l’origine illecita. Entrambi sono stati sequestrati nel 2025.

La restituzione segna un ulteriore sviluppo nella cooperazione tra autorità statunitensi e greche, in un contesto in cui il contrasto al traffico di beni culturali è oggetto di crescente attenzione istituzionale. Restano aperti alcuni elementi di ricostruzione, in particolare i dettagli sui percorsi di ingresso degli oggetti negli Stati Uniti e sulle modalità di inserimento nelle collezioni museali e private. Il caso rientra tuttavia in una più ampia sequenza di interventi che, negli ultimi anni, ha portato all’individuazione e al rientro di numerosi materiali archeologici sottratti al contesto originario.

[Fonte: Ministero degli Affari Esteri della Hellenic Republic – Consulate General in New York].

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