App iTPC: tecnologia applicata alla tutela del Patrimonio Culturale

La tecnologia è ormai parte del nostro vivere quotidiano: se il pc è divenuto uno strumento essenziale per lo studio, il lavoro e l’informazione, gli smartphone – sempre più all’avanguardia – costituiscono quasi un’appendice del corpo umano configurandosi come mezzi di comunicazione in tempo reale, macchine fotografiche, mappe, torce, console per videogiochi e tanto altro ancora

La tecnologia è ormai parte del nostro vivere quotidiano: se il pc è divenuto uno strumento essenziale per lo studio, il lavoro e l’informazione, gli smartphone – sempre più all’avanguardia – costituiscono quasi un’appendice del corpo umano configurandosi come mezzi di comunicazione in tempo reale, macchine fotografiche, mappe, torce, console per videogiochi e tanto altro ancora

di Cristina Cumbo
 

Lo sviluppo di innumerevoli App ha permesso così di far evolvere i telefoni cellulari in oggetti di elevata tecnologia, utili in altrettanti numerosi casi. Per rendere giustizia al nostro patrimonio culturale, sempre più spesso oggetto di aggressioni criminali, i Carabinieri sono rimasti al passo con i tempi, sviluppando nel 2014 l’app iTPC, cui sono stati effettuati recentemente alcuni aggiornamenti. L’applicazione è scaricabile gratuitamente da GooglePlay per sistema Android, oppure per iPhone e iPad, e si propone come uno strumento per «rendere fruibili i contenuti di grande interesse culturale, sui dispositivi mobili attualmente più diffusi»; inoltre l’obiettivo è quello di «dare il proprio contributo nella lotta ai reati ai danni del patrimonio culturale».

L’app iTPC è quindi pensata per rendere partecipe un pubblico più vasto alla realtà operativa dei Carabinieri nel contrasto ai reati contro il patrimonio culturale. La homepage ha lo scopo di introdurre la storia del Comando, dalla sua fondazione e articolazione, fino ai suoi compiti principali e alla descrizione della Banca Dati Leonardo.

Il menu elenca una serie di opzioni. La prima di queste è Ricerca che appare come uno strumento visuale veramente utile e tecnologico. È possibile, infatti, caricare una foto di un bene culturale che sarà esaminata dal sistema; quest’ultimo la comparerà con una selezione di opere rilevanti trafugate o illecitamente esportate contenute in un archivio informatico appositamente creato facente riferimento alla più estesa Banca Dati Leonardo. È possibile selezionare varie voci: qualsiasi, arte pittorica, scultura, oggettivistica, beni archivistici, arte tessile, vasellame, reperti archeologici, altro.

La seconda opzione accessibile dal menù riguarda i Bollettini delle opere d’arte trafugate, pubblicati dal Comando e liberamente consultabili dal 1972 al 2017.

Segue l’opzione Object ID, fondamentale strumento rivolto ai proprietari di beni culturali. Il modulo può essere completato e conservato – come raccomanda il Comando – in un luogo sicuro in quanto, in caso di furto, dovrà essere consegnato agli stessi Carabinieri per permettere di avviare le indagini funzionali al recupero del bene stesso.

La sezione Informazioni comprende l’opzione Contatti che rimanda direttamente alla sede del Comando, sita in piazza Sant’Ignazio 152, Roma, con rispettiva email, numero di telefono e di fax. Immediatamente successiva è l’indicazione delle sedi collocate sul territorio Italiano con il collegamento diretto a Google Maps.

L’opzione Consigli è rivolta direttamente al comune cittadino che si trovi in determinate situazioni in cui è coinvolto anche un bene culturale. Si tratta, quindi, di casi di acquisto di beni d’interesse culturale e di come evitare i falsi, di direttive in caso di furto oppure di cosa fare se si venisse a conoscenza di uno scavo clandestino, di come agire in caso di rinvenimento fortuito di un bene archeologico e, infine, di consigli per l’acquisto di opere d’arte contemporanea (in quest’ultimo caso, forniti sia da Carabinieri che da un nucleo di esperti della Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma). Una recente aggiunta riguarda l’indicazione della modalità per richiedere un accertamento fotografico gratuito nella Banca Dati Leonardo: il singolo privato – per motivi di studio, ricerca, acquisto, vendita, restauro, etc., ma non a scopo di certificazione – può inviare il modulo presso una delle sedi del Comando TPC o tramite posta certificata (srm28635@pec.carabinieri.it) per avere informazioni relative ad un eventuale furto del bene in questione.

Per concludere, vi sono le due immancabili sezioni dedicate a Termini e condizioni e ai Credits.

Al 22 marzo 2018 risale l’ultimo aggiornamento con l’inserimento della traduzione in lingua inglese, della sezione Unite4Heritage dedicata ai caschi blu della cultura ed è inoltre stata aggiunta la possibilità di scaricare i bollettini sul proprio dispositivo.

A tutti gli utenti e ai cittadini è consigliato fare a meno di qualche opzione ludica o social per far spazio ad iTPC: la tutela del nostro patrimonio culturale non può attendere e vi è un assoluto bisogno della partecipazione attiva di ognuno di noi.

 
 

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